Comprare un OLED usato può farti risparmiare migliaia di euro, ma solo se sai cosa guardare. Troppi acquirenti si ritrovano con pannelli danneggiati, burn-in nascosti o TV che perdono valore dopo pochi mesi. Ma quindi come valutare in autonomia il buono stato di uno schermo OLED? Vediamo in questa mini-guida le possibili soluzioni per scovare l’affare, senza farti fregare. Vi dico subito però che come per l’acquisto di una buona auto di seconda mano, limitarci al solo annuncio online non sempre è la scelta migliore. Comunque valutiamo tutti i possibili scenari.
Vale la pena comprare un OLED usato?
Ecco la mini-guida per non sbagliare.
Prima di guardare qualsiasi altra cosa, devi sapere quanto è stato veramente usato quell’OLED. I venditori potrebbero tranquillamente mentire sulle ore e sul tipo di utilizzo, ma ogni pannello nasconde un contatore preciso che rivela la verità. Su LG OLED, accedi al menu segreto premendo in sequenza i tasti del telecomando: 8 volte rapidamente il pulsante verde, poi vai su “Total Power On Time”.
Per Samsung è più complicato ma possibile: da spento, premi INFO > MENU > MUTE > POWER in sequenza. Ti apparirà un menu tecnico dove trovare le ore totali. Se il venditore si rifiuta di farlo o ha fretta, è già un red flag gigantesco.
Le soglie che devi conoscere: sotto le 500 ore è quasi nuovo, tra 500 e 2.000 ore è ancora accettabile, oltre le 3.000 ore inizia a essere rischioso. Un OLED con 4.000+ ore ha già vissuto intensamente e potrebbe sviluppare problemi a breve. Potete organizzarvi col venditore per farvi mandare delle foto se non potete verificare di persona.
Procedure ufficiali LG,
con limitazioni per l’Europa.

LG fornisce una procedura ufficiale per controllare le ore di utilizzo tramite il menu normale:
Per modelli 2021-2024 (WebOS 6.0 e successivi):
- Premi il tasto Impostazioni (ingranaggio) sul telecomando
- Seleziona Tutte le impostazioni
- Vai su Supporto → Informazioni TV
- Trovi “Total Power On Time” espresso in ore
⚠️ Limitazione Europa: Sui modelli venduti in Europa (inclusa Italia) dal 2023 in poi, LG ha rimosso questa funzione. I modelli EU/UK C3, G3 non mostrano le ore di utilizzo nel menu standard. Per i modelli europei 2023-2025 dove manca il “Total Power On Time” ci sono guide consolidate fornite dalle community, nello specifico reddit e avsforum. Questo metodo funziona anche sui C3, G3 del 2023 venduti in Europa.
- Inserisci una chiavetta USB (formattata FAT32) nella TV
- Premi il tasto blu sul telecomando 5-10 volte rapidamente
- Rimuovi la USB e collegala al PC
- Troverai 2 file .txt: uno con gli eventi recenti, l’altro con le ore totali in minuti
Samsung OLED – Procedura Service Menu:
Come verificare ore di funzionamento su TV Samsung OLED

Quando si parla di OLED usati, saper quantificare il tempo effettivo di utilizzo è fondamentale. Nei televisori Samsung, compresi i nuovi QD-OLED (serie S95B, S90C, S90D) e i modelli WOLED (serie S90), questo dato non è sempre a portata di mano attraverso il menu standard. È necessario accedere al Service Menu, un’area nascosta che contiene informazioni tecniche come le ore totali di funzionamento.
- Samsung QD-OLED serie S95B, S90C, S90D (2022-2025)
- Samsung WOLED serie S90 (2023-2025)
- Alcuni modelli precedenti come S85C e S88C
Gli schermi Neo QLED e i TV LCD non includono quasi mai il contatore ore nel Service Menu. Quindi questa procedura è specifica per gli OLED Samsung. L’azienda non documenta pubblicamente questa procedura sui manuali consumer, ma è confermata dagli ingegneri del supporto tecnico. Ecco i due metodi più diffusi:
- Spegni completamente il televisore (Standby).
- Con il TV spento, premi in rapida sequenza: MUTE → 1 → 8 → 2 → POWER.
- Il pannello si riaccende direttamente all’interno del Service Menu.
In alternativa metti la TV in standby, poi premi: INFO → MENU → MUTE → POWER.
Anche in questo caso il set si orienta sulla modalità Service Menu. Una volta dentro naviga con il telecomando verso la voce “Usage Time”, “UTT” (Usage Total Time) o “Power On Time”. Quindi avrai a disposizione: ore totali di accensione, conteggio dei cicli – standby e riaccensione, log utili.
Test Pattern: rilevare burn-in nascosti
e difetti invisibili.
Ora viene il momento cruciale: i test pattern per rivelare burn-in nascosti e difetti invisibili a occhio nudo. Scarica sul telefono alcuni video di test specifici da YouTube: cerca “OLED burn-in test pattern” e usa quello di 3 minuti con i colori pieni.
Il test che svela tutto inizia con schermo completamente nero: se vedi zone più chiare o linee, è burn-in. Poi passa al grigio al 5%: qui emergono le “impronte” di loghi, barre dei giochi o elementi fissi. Il rosso pieno è spietato nel rivelare image retention che altri colori nascondono. Su YouTube trovi test professionali come quello di “JB97 Tech” che in 2 minuti ti fa vedere tutto: banding, uniformità colore e burn-in nascosto. Se il venditore cerca scuse per non fare questo test, scappa! Oppure portati via il monitor… ma in ogni caso non pagarlo!
Quanto dovresti pagare un OLED usato?
Un OLED perde valore in modo prevedibile, e conoscere queste cifre ti permette di negoziare con cognizione di causa. Il primo anno un OLED perde il 25% del valore originale, dopo due anni può arrivare tranquillamente al 40%. Dopo tre anni non consiglierei di pagarlo più del 50% del suo valore originale. Anche se in buone condizioni, sicuramente il mercato si sarà talmente evoluto che potresti a quel punto acquistare un OLED di fascia media nuovo allo stesso prezzo.
Questi sono valori sono comunque indicati per pannelli perfetti. Se trovi difetti, devi applicare ulteriori svalutazioni: burn-in visibile -40/60% dal valore teorico, pixel morti -20/30%, banding severo -15/25%. Un OLED da 2.000 euro con 2 anni e burn-in leggero dovrebbe costare massimo 600-700 euro, non i 1.200 che magari chiede il venditore. Ma devi valutare caso per caso, e oltre il prezzo capire effettivamente se a quel punto conviene puntare quell’usato o andare su altro.
Meglio appunto un discreto pannello nuovo che uno di fascia alta ma in condizioni discutibili. Usa anche siti come PixelTV o confronta i prezzi attuali dello stesso modello nuovo per calcolare il valore equo. Se il prezzo richiesto è sopra il 70% del valore teorico per l’età, probabilmente non è un affare.
Red Flags varie
Alcuni segnali ti devono far chiudere immediatamente la trattativa sono le macchie permanenti visibili anche a TV spento significano danni irreversibili al pannello. Cluster di oltre 5 pixel morti nello stesso punto indicano problemi di produzione che peggioreranno. Attenzione particolare ai QD-OLED Samsung di prima generazione (S95B, A95K): i test di RTings hanno dimostrato che sviluppano burn-in più facilmente dei W-OLED LG. A questo potremmo aggiungere una serie di banali considerazioni ma comunque utili tipo: evitate prodotti completamente senza scatola, provenienze dubbie, venditori che non ricordano dove e quando hanno acquistato il prodotto.
Non dimenticare mai di verificare la garanzia residua: alcuni produttori come LG offrono 2 anni anche sul secondo proprietario se hai lo scontrino originale. Un OLED con ancora 6 mesi di garanzia vale sicuramente di più.
Quindi hai fatto l’affare?
L’OLED usato perfetto ha meno di 1.000 ore, zero burn-in, garanzia residua e costa il 70% o meno del nuovo. Se trovi queste condizioni insieme, hai trovato l’affare del secolo. Meglio ancora se è un modello dell’anno scorso: avrà comunque tutte le tecnologie moderne ma costerà una frazione del nuovo.
Ricorda sempre: nel dubbio, è meglio spendere qualche centinaia di euro in più per un nuovo in offerta piuttosto che ritrovarsi con un usato problematico. Gli OLED sono investimenti che durano anni, e risparmiare sul momento sbagliato può costarti molto di più a lungo termine. La regola d’oro finale: se dopo tutti questi controlli hai ancora dei dubbi, fidati dell’istinto e cerca altro.
Gli OLED buoni sul mercato dell’usato esistono, ma richiedono pazienza e metodo per essere scovati. Tra l’altro non sei costretto a dover acquistare da privati, ad esempio: su Amazon Warehouse – TCL 85T8C TV QLED 4K HDR – Usato OTTIME CONDIZIONI, a 820€, invece che 900€. Ma questo è solo un esempio.






