Se negli ultimi anni ti è capitato di vedere un video “troppo” nitido per la tua banda o di seguire una live in 1080p senza i soliti blocchi, è molto probabile che sotto il cofano ci fosse AV1. È il codec aperto e royalty-free nato per Internet, spinto da un’alleanza di big tech. Finalmente supportato in modo maturo su browser, TV, smartphone e GPU di ultima generazione.
Ho aggiornato questa Guida AV1 con le ultime novità 2025, provando ad ipotizzare i prossimi scenari. Se vuoi scoprire AV1 in due righe, sappi che: è un codec video aperto e royalty-free progettato dall’Alliance for Open Media (Google, Amazon, Netflix, Microsoft, Apple, Intel, Mozilla e molti altri). L’obbiettivo è comprimere meglio i video a parità di qualità o qualità migliore a parità di bitrate. È pensato per lo streaming: meno banda consumata, più qualità percepita, meno costi di distribuzione.

Guida AV1: dal 2023 ad oggi,
cosa lo hanno portato nella vita quotidiana.
Il punto di svolta è stato l’hardware, finalmente allineato. Con Android 14, Google ha messo nero su bianco che i nuovi dispositivi “handheld” devono integrare un decoder AV1 hardware Main10 (L4.1) con film grain: significa che il supporto non è più opzionale, ma parte dei requisiti di compatibilità del sistema.
In parallelo Apple ha inserito il decoder AV1 direttamente nei suoi chip più recenti: prima con A17 Pro su iPhone 15 Pro/Max, poi con M3 (e successivi) su Mac e iPad. Rendendo la riproduzione AV1 una funzione di base. Anche su Windows 10/11 il tassello è al suo posto da tempo: basta la AV1 Video Extension ufficiale per abilitare la decodifica a livello di sistema e lasciare che app e browser la usino quando serve.
Come YouTube, Netflix e OBS
hanno sbloccato il loro potenziale.
Netflix ha iniziato a distribuire HDR10+ proprio su flussi AV1: un abbinamento che ottimizza la qualità scena-per-scena e riduce la banda laddove i device lo supportano.
Una volta tolto il freno dunque, le piattaforme si sono mosse di conseguenza. YouTube non solo usa AV1 nei video on-demand. Ha dato la possibilità ai creator di trasmettere, a parità di bitrate, con una nitidezza impensabile prima. Ha aperto all’ingest in AV1 per i live (via Enhanced RTMP). Non è pubblicità, ma un dato di fatto. Nelle linee guida YouTube, AV1 risulta tra i codec accettati su RTMP/RTMPS; attenzione però: l’HDR oggi è legato a HEVC, mentre “AV1 non è supportato per HDR”.
Che significa “ingest in AV1”
Ipotizziamo che stai andando LIVE: il tuo software/encoder (OBS, ecc.) invia un flusso video a un server di ingresso della piattaforma: è l’“ingest”. Se la piattaforma accetta AV1 in ingest, puoi spedire il live già compresso in AV1 invece che nel vecchio H.264: il server lo riceve e lo distribuisce agli utenti senza costringerti a cambiare codec a monte. Non cambia quindi workflow, ma hai un codec più efficiente.
Cos’è “Enhanced RTMP” (in due righe)
RTMP è il protocollo storico usato per le Live; era nato ai tempi di H.264. Enhanced RTMP è una evoluzione dello stesso RTMP che aggiunge il supporto ai codec moderni — AV1, HEVC, VP9 — e ai metadati HDR. Mantenendo la compatibilità col mondo RTMP esistente. È proprio grazie a questa estensione che servizi come YouTube possono ricevere AV1/HEVC via RTMP oltre al classico H.264.
OBS Studio, Microsoft Teams,
Discord e piattaforme specifiche.
Nel 2025 AV1 non è più una promessa ma un’opzione praticabile e conveniente. Chi pubblica guadagna qualità-per-bit, chi guarda vede più dettaglio con meno buffer, e il mercato ha finalmente gli ingranaggi allineati perché tutto questo funzioni senza compromessi. Ma resta una di quelle tecnologie che per i non addetti ai lavori, è passata inosservata.
OBS Studio oggi espone encoder AV1 per NVIDIA (NVENC), AMD (AMF) e Intel (Quick Sync/Arc), e supporta lo streaming AV1/HEVC su Enhanced RTMP: è qui che lo switch dal vecchio H.264 diventa praticabile senza raddoppiare i consumi della CPU.
Microsoft Teams usa AV1 per la condivisione schermo (con tagli di banda misurati nei test A/B). Discord dichiara encoder AV1 disponibili su piattaforme specifiche, scegliendo dinamicamente il codec che streamer e spettatori possono gestire. I browser hanno fatto la loro parte: Chrome, Edge e Firefox decodificano AV1 nativamente (su Windows con l’estensione quando richiesta) e l’ecosistema è abbastanza stabile da poterlo definire “default moderno” per il web video.





