Con l’arrivo di Battlefield 6 nell’ottobre 2025, EA ha imposto TPM 2.0 come requisito obbligatorio insieme a Secure Boot, HVCI (Hypervisor-Protected Code Integrity) e VBS (Virtualization Based Security). La ragione principale di questa scelta risiede nella lotta contro i cheat, particolarmente quelli che operano a livello kernel di Windows. Andando a colpire quei trucchi più sofisticati che si caricano prima ancora del sistema operativo.
I moderni sistemi anti-cheat devono operare allo stesso livello per poter individuare e bloccare queste minacce, ma senza Secure Boot abilitato i cheater possono iniettare software malevolo durante la sequenza di avvio, rendendolo praticamente invisibile. Per gli sviluppatori vuol dire implementare ban hardware più efficaci. Qualcosa che va al di la di un semplice creare un nuovo account. Quando un giocatore viene bannato, il sistema anti-cheat può registrare le chiavi hardware generate dal TPM. Impedendo di fatto a quella specifica configurazione di accedere nuovamente al gioco, anche con credenziali diverse.
Secure Boot garantisce inoltre che solo codice firmato digitalmente possa essere eseguito durante l’avvio, bloccando driver malevoli e modifiche non autorizzate che i cheat utilizzerebbero per infiltrarsi nel sistema.

TPM 2.0 e Gaming
Activision aveva già aperto questa strada con Call of Duty: Black Ops 7, rendendo TPM 2.0 e Secure Boot obbligatori per combattere l’epidemia di cheating nei titoli competitivi multiplayer. La strategia si è dimostrata efficace nell’alzare le barriere d’ingresso per i cheater, che devono ora investire risorse significativamente maggiori per aggirare queste protezioni hardware.
Battlefield 6 ha seguito questa tendenza, richiedendo anche HVCI che protegge l’integrità del codice tramite la virtualizzazione, e VBS che isola i processi critici di sicurezza in ambienti virtuali separati.
Attivazione TPM 2.0: accedere al BIOS/UEFI,
un operazione che spaventa molti utenti.
L’attivazione del TPM 2.0 richiede l’accesso al BIOS o UEFI del sistema. Operazione che spaventa molti giocatori meno esperti ma che risulta relativamente semplice una volta compresa la procedura. Dopo aver riavviato il PC, bisogna premere ripetutamente F2, Canc o il tasto specifico della propria scheda madre durante la schermata di avvio iniziale per entrare nel BIOS.
All’interno del menu BIOS, solitamente nella sezione Security o Advanced, si trova l’opzione chiamata Intel PTT per i processori Intel o AMD fTPM per quelli AMD, che va semplicemente abilitata prima di salvare le modificazioni e riavviare. Ci sono naturalmente procedure guidate per ogni motherboard. Nel caso di Battlefiled, potete farvi aiutare dalla Guida EA.
Giocatori esclusi per mancanza
di requisiti di sicurezza.
Purtroppo non tutti i sistemi sono compatibili: i processori Intel precedenti all’ottava generazione e gli AMD Ryzen precedenti alla serie 2000 non supportano TPM 2.0. Lasciando i possessori di hardware più datato impossibilitati a giocare a Battlefield 6 senza un upgrade. Giocatori che si ritrovano esclusi nonostante le loro configurazioni siano perfettamente in grado di eseguire il gioco dal punto di vista prestazionale.
Oltre al TPM 2.0, BF 6 richiede che il sistema sia configurato in modalità UEFI anziché Legacy. Con partizioni GPT invece di MBR, e che Secure Boot sia attivo. Queste impostazioni vanno verificate e modificate nel BIOS, rendendo il processo di preparazione al gioco più complesso di quanto molti giocatori abbiano mai sperimentato. Alcuni utenti hanno segnalato di riuscire a far partire il gioco con solo Secure Boot abilitato su Windows 10, ma questa configurazione potrebbe non essere supportata ufficialmente e potrebbe causare problemi in futuro.
TPM 2.0 e sicurezza via Hardware,
saranno lo standard nel Gaming?
TPM 2.0 e Gaming andranno di pari passo? La tendenza verso requisiti di sicurezza hardware obbligatori sembra destinata a diffondersi ulteriormente nel settore dei giochi multiplayer competitivi,. Rendendo TPM 2.0 e tecnologie correlate uno standard piuttosto che un’eccezione. Dobbiamo sottolineare comunque come gli sviluppatori siano costantemente alla ricerca di contromisure. I creatori di trucchi dal canto loro sviluppano metodi sempre più sofisticati, inclusi sistemi DMA che operano tramite schede PCIe separate e richiedono hardware dedicato per essere rilevati





