Incontrare l’AV1, senza
accorgersene.
Dietro le quinte e senza che tu te ne accorga, spesso sta lavorando AV1. Le piattaforme scelgono in automatico il codec migliore per il tuo dispositivo: quando tv, smartphone o laptop “parlano” AV1, i server lo mandano; se non lo parlano, scalano su VP9/HEVC/H.264. Risultato: più qualità a parità di banda e meno rischio di buffering. Senza alcun tipo di intervento da parte nostra. È il motivo per cui su tanti TV recenti i contenuti HDR di Netflix oggi hanno un aspetto più curato (anche grazie all’arrivo di HDR10+ via AV1) e partono più rapidi, semplicemente perché il servizio riconosce il tuo device e gli invia il flusso giusto.
Torniamo quindi all’importanza di avere un “hardware allineato”. Android 14 ha reso obbligatorio un decoder AV1 hardware per i nuovi dispositivi: i produttori non possono più ignorarlo e le app possono contare su un mattoncino comune. Sul fronte Apple, iPhone 15 Pro e i Mac con chip M3 hanno la decodifica AV1 nella media engine: apri Safari o un’app e, se il servizio lo offre, il telefono o il Mac “capiscono” AV1 nativamente. Anche su Windows basta la AV1 Video Extension per essere pronti. In pratica: la compatibilità non è più un’eccezione; è la normalità dei device moderni.
GeForce NOW e lo streaming in AV1
su vari dispositivi come Mac.
Anche nel cloud gaming la logica è la stessa. GeForce NOW ha aggiunto lo streaming in AV1 su vari dispositivi (per esempio i Mac con M3): a parità di rete, i dettagli reggono meglio nelle scene veloci e nelle ombre; a parità di qualità, serve un po’ meno bitrate. Per l’utente non cambia il rito: apri l’app, scegli il gioco, giochi. È tutto trasparente.
L’importanza del Codec AV1
in Gaming e Gameplay Streaming.
Se guardi e giochi, AV1 ti riguarda anche quando non ci pensi. Con lo stesso bitrate, il video regge meglio i momenti critici Quando la rete non è perfetta la qualità resta comunque accettabile. Per chi trasmette, non significa consumare più CPU: con le GPU moderne l’encoding è hardware, quindi la compressione avviene nel chip video mentre la CPU resta libera per il gioco.
Con le GeForce RTX 40 (architettura Ada) l’encoder NVENC ha introdotto proprio l’AV1 e ha riportato il supporto a più motori per scheda; con le RTX 50 (Blackwell) è arrivata la 9ª generazione di NVENC, un affinamento che aggiunge circa +5% di qualità su AV1/HEVC e la modalità AV1 “Ultra Quality”. Utile a spremere l’ultimo margine di nitidezza senza alzare il bitrate. In pratica: se stavi bene con AV1 su RTX 40, su RTX 50 ottieni un gradino di pulizia in più o lo stesso risultato con qualche megabit in meno
Fronte AMD: Radeon RX 7000 (RDNA 3)
Sul fronte AMD, la serie Radeon RX 7000 (RDNA 3) aveva introdotto encode/decode AV1 “di serie” via AMF e un media engine capace di risoluzioni spinte (fino a 8K nei materiali ufficiali), con miglioramenti graduali di qualità nelle versioni recenti dei driver; la generazione successiva (RDNA 4) prosegue lungo lo stesso solco con encoder e pipeline pensati per i creator. La morale per chi streamma è chiara: anche su Radeon oggi AV1 è una scelta concreta, dentro OBS e nei tool di registrazione, senza passare dalla CPU.
RX 9000 (RDNA 4): non un semplice
ritocco dei driver da parte di AMD.
Con RDNA 4 AMD ha ripensato il media engine: sui modelli di fascia medio-alta trovi due blocchi media anziché uno. Ora puoi raddoppiare la portata di encoding (ad esempio tenere una live e una registrazione “master” in parallelo senza strozzature). Oppure accelerare i transcode pesanti senza tirare in ballo la CPU. È un cambio architetturale, non un semplice ritocco di driver.
AMD ha inoltre introdotto B-frames per AV1 e ha lavorato specificamente sui profili a bassa latenza. Nei contenuti veloci (FPS, sport, racing) la tenuta dei dettagli a pari bitrate è migliore rispetto a RDNA 3, e la risposta dell’encoder sotto vincoli “da live” è più pulita. In parallelo, AMD dichiara anche salti misurabili su H.264 (fino a +25% di qualità a parità di bitrate) e HEVC (+11%), un vantaggio se devi ancora pubblicare in codec “classici” su alcune piattaforme.
Twitch: Enhanced Broadcasting
Twitch è in piena transizione: con Enhanced Broadcasting ha introdotto il multi-encode lato streamer e sta sperimentando nuovi codec; AV1 è nel mirino, ma l’ingest non è ancora “per tutti” come su YouTube. In pratica oggi su Twitch spesso continui ad andare di H.264 (o HEVC quando abilitato), mentre AV1 è già un’arma concreta per YouTube Live e per le registrazioni ad alta qualità da caricare poi on-demand.
e Discord?
Infine c’è tutto ciò che ruota attorno al gaming. Discord ha introdotto AV1 in vari tasselli del suo ecosistema (dalle live con GPU compatibili agli allegati/embeds AV1), quindi vedere e condividere clip più pulite a parità di rete è ormai routine.





