Guida AV1 2026: in che direzione
sta andando il Codec AV1, in un mercato maturo.
Se negli ultimi tempi questa transizione è stata quasi invisibile, nel 2026 con condizioni ancora più mature sarà la normalità. Android ha imposto ai nuovi device un decoder AV1 conforme (CDD di Android 14), Apple ha inserito decoder AV1 in hardware prima su iPhone 15 Pro (A17 Pro) poi su tutta la famiglia M3/M4 per Mac e iPad Pro, mentre i browser moderni lo riproducono senza drammi. Questo spiega perché lo incontri ovunque… senza saperlo.
I servizi media di AWS codificano AV1 sia per VOD sia per live; e tra gli encoder hardware compaiono ASIC da data center (per capirci: più stream 4K contemporanei a consumi stabili) che spostano l’onere dalla CPU. L’effetto pratico per editori e OTT è un costo/GB più basso e cataloghi più “leggeri” a parità di resa. La critica storica ad AV1 era: “ottimo, ma lento da codificare”. Nel 2026, grazie a encoder software sempre migliori ed efficienti, anche questa criticità potrebbe essere definitivamente risolta.
Nel cloud gaming la scelta è quasi obbligata: AV1 riduce il traffico nelle scene ad alto movimento tipiche dei giochi e sblocca risoluzioni/refresh più generosi a parità di rete. GeForce NOW lo adotta su device moderni (e persino su Mac con M-series), sfruttando i decoder hardware introdotti da Apple e dagli SoC mobili.
Il Codec AV2 è in arrivo?
L’Alliance for Open Media ha annunciato AV2 con una roadmap a fasi: ricerca e test pubblici nel 2025, specifiche “prima versione” graduali. È un segnale importante, ma non blocca AV1: per i prossimi anni AV1 resta il default in crescita su web, social, live consumer; AV2 servirà tempo per maturare hardware/SDK, esattamente come AV1 nel 2018–2022. Nel broadcast classico (DTT/satellite) l’Europa spinge su VVC/H.266 nei documenti DVB, mentre AV1 resta il cavallo di battaglia OTT/web.




