“Low Load Efficiency” negli alimentatori PSU
Il termine “Low Load Efficiency” negli alimentatori PSU (Power Supply Unit) si riferisce all’efficienza dell’alimentatore quando opera a bassi livelli di carico. Questi test vengono condotti tipicamente al 10% o 20% del carico massimo nominale. Uno dei vantaggi di avere un buon alimentatore è che questo può utilizzare meno energia fornendo la stessa quantità di potenza al sistema. Specialmente in idle o in standby, i PSU possono funzionare a bassi livelli di carico. In questo caso, una buona efficienza si traduce fisicamente in meno energia elettrica.
Ovviamente ci sono diversi parametri altrettanto importanti che dovremmo conoscere ed approfondire, ma quando andiamo a vedere nello specifico la low load efficiency, visualizziamo un parametro cruciale per valutare quanto un alimentatore è efficiente nel convertire l’energia elettrica in condizioni di carico ridotto. Questo influenza positivamente anche l’ambiente e i costi che l’utente deve sostenere sul medio e lungo periodo. A prescindere poi dal risparmio che sia un utente privato che un’azienda può riscontrare, un’alimentatore che produce meno calore avrà vita più lunga in quanto le componenti elettroniche godono di temperature più basse.
Certificazioni 80 PLUS oppure Cybenetics?
Cybenetics è complessivamente più severa quando deve certificare un PSU. E con più controlli che variano dai consumi in contesti specifici, passando per i sistemi di protezione e livelli di rumorosità. Anche se piccoli aumenti di efficienza possono non trovare alcun beneficio in contesti tradizionali, 80 PLUS etichetta Titanium un’alimentatore col 90% di efficienza a pieno carico. Dall’altra parte, la miglior certificazione che è Diamond, richiede un risultato pari o superiore al 93%. In realtà però non sono solo i numeri a dare credibilità ad uno o all’altro test. Bensì la metodologia di test, compreso il fatto di non tener conto di eventuali golden sample.
Nel quadro di insieme con l’avvento dell’aggiornamento allo standard ATX 3.0, ovvero 3.1, Cybenetics offre una panoramica estremamente più completa e dettagliata. Questo spiega il perché del fatto che nei nuovi alimentatori ATX 3.1 è più facile trovare quest’ultima certificazione. Sembrano in un certo senso nate allo stesso momento e la percezione generale è più o meno questa. Sposando concetti di efficienza molto esigenti e quindi più compatibili tra loro.
Scegli il PSU nel migliore dei modi, ora che lo sai
Se sei ancora indeciso su quale alimentatore acquistare per il tuo nuovo pc,
prova a considerare tutti gli aspetti fondamentali come una checklist, spunta la casella quando sei sicuro di aver scelto l’opzione migliore per te e vai avanti. Se hai difficoltà torna all’interno della guida per approfondire ulteriormente. Esistono comunque centinaia se non migliaia di guide online che potrebbero essere più adatte a te.
| Parametro | Dettagli | Verifica |
|---|---|---|
| STANDARD ATX | ATX 3.0 o 3.1 | |
| Qualità della componentistica | Alta, Media, Bassa | |
| Potenza necessaria | In base alla configurazione del sistema | |
| Fattore di forma | ATX, SFX, etc. | |
| Certificazioni di efficienza | 80 PLUS, Cybenetics o entrambi | |
| Prezzo-prestazioni | Buono, Medio, Scarso |
Sullo Scegliere l’Alimentatore PC non modulare oppure completamente modulare,
credo oggi ci sia da dire davvero poco. Negli anni 2008, 2009 (ndr) con l’avvento di soluzioni semi o full modular nel mercato consumer i produttori stessi indicavano questi, come PSU meno efficienti rispetto ai tradizionali. I migliori alimentatori con la massima efficienza possibile non davano la possibilità ai clienti di rimuovere o personalizzare i cavi, ma oggi la situazione è talmente diversa che non ha senso, se non in casi specifici, optare per qualcosa che non sia versatile. Difficilmente avremo bisogno di tutti i cavi del PSU, e averne meno in giro vuol dire miglior ricircolo d’aria e cable management decisamente fatto meglio.
Inoltre, se prima queste soluzioni avevano un costo decisamente importante oggi non vi è praticamente differenza. Senza considerare poi che trovarne di non modulari è complicato. I maggiori produttori di PSU offrono a listino alimentatori altamente efficienti e sicuri con tutta la modularità possibile, a prezzi variabili ma decisamente abbordabili con un alto rapporto prezzo-prestazioni. Tuttavia il consiglio è quello di non spendere cifre sproporzionate per l’acquisto di un PSU. Sempre meglio comunque che investire 5-600€ nella scheda madre gaming!





