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Quando NON affidarsi ai Browser AI: Comet o ChatGPT Atlas

Quando affidi a un browser AI il compito di leggere le tue email, gestire il calendario, o completare operazioni sul web al posto tuo, stai essenzialmente consegnando le chiavi della tua vita digitale a un assistente autonomo. Questa è la promessa dei browser agentici come Comet: automazione intelligente che ti fa risparmiare tempo. Ma è anche un cambio radicale nel modello di sicurezza che abbiamo costruito per decenni.

I browser tradizionali sono “passivi”: mostrano contenuti web, ma non agiscono autonomamente. Chrome o Firefox visualizzano una pagina, ma non decidono cosa fare con le informazioni che vedono. I browser di nuova generazione, quelli con l’IA integrata, cambiano radicalmente il modo in cui li abbiamo conosciuti fino ad oggi.

Quando NON affidarsi ai Browser AI:
Comet di Perplexity, ChatGTP Atlas.

I browser AI come Comet cambiano tutto. L’assistente integrato non solo legge il contenuto, ma interpreta, decide, e agisce con i tuoi privilegi completi, accesso alle email, ai calendari, ai servizi connessi.

Questo crea un problema architetturale che gli esperti di sicurezza definiscono “irrisolto”: l’intelligenza artificiale non riesce sempre a distinguere tra un’istruzione legittima che arriva da te e un comando malevolo nascosto in una pagina web che sta leggendo. Quando chiedi al browser di riassumere un articolo, l’AI legge tutto il contenuto della pagina. Se qualcuno ha nascosto istruzioni malevole in quel contenuto, per esempio con testo bianco su sfondo bianco, commenti HTML invisibili, o testo quasi impercettibile nelle immagini, l’AI potrebbe interpretarle come comandi reali ed eseguirle.

Prompt Injection indiretto

Questo tipo di attacco si chiama “prompt injection indiretto”, e rappresenta la vulnerabilità centrale di tutti i browser AI, non solo Comet. A differenza di un attacco tradizionale dove un hacker deve rubare le tue credenziali, qui l’attacco sfrutta il fatto che il browser ha già accesso autorizzato a tutto. Non servono password rubate, basta ingannare l’intelligenza artificiale. Analizzando le raccomandazioni di esperti di sicurezza e compliance, emerge un quadro chiaro sui contesti dove i browser AI rappresentano un rischio inaccettabile.

Operazioni e automazioni sconsigliate

In primi ci sono le Operazioni finanziarie sensibili. Se il browser ha accesso al tuo conto bancario, alle carte di credito, o a sistemi di pagamento, un attacco potrebbe autorizzare transazioni non volute, trasferire fondi, o modificare informazioni di pagamento senza che tu te ne accorga.

Se invece lavori a livello aziendale, anche in smart working appunto, e hai la possibilità di installare Comet ed utilizzarlo: roadmap di prodotti, dati finanziari non pubblici, o informazioni su fusioni e acquisizioni non dovrebbero mai essere processate da browser AI che inviano dati a server cloud per elaborazione. Il rischio di fuga di dati, accidentale o malevola, è troppo alto.

Credenziali e token di autenticazione

Mai usare browser AI per gestire password manager, token di accesso API, o chiavi di sicurezza. Se l’AI viene compromessa, l’attaccante ottiene accesso a tutti i sistemi che quelle credenziali proteggono. Anche Browser AI come Comet ed altri, ti chiedono di accedere al tuo account, spostare fisicamente tutto il tuo lavoro ad esempio da Chrome, il rischio secondo gli esperti è ancora alto. Quindi bene sfruttare l’AI, ma in ambiente controllato, anonimo, oppure con un Account di backup.

Timeline delle Vulnerabilità di Comet

Comet viene lanciato il 9 luglio 2025 come browser esclusivo per abbonati Max di Perplexity, al costo di 200 dollari al mese. Appena 16 giorni dopo, il 25 luglio, il team di sicurezza di Brave scopre la prima vulnerabilità critica: un attacco di “indirect prompt injection” che permette di rubare credenziali, password temporanee e dati sensibili attraverso contenuto nascosto nelle pagine web.

Brave riporta il problema a Perplexity il 25 luglio. Perplexity riconosce la vulnerabilità due giorni dopo e implementa una prima correzione. Ma quando Brave testa nuovamente il browser il 28 luglio, la correzione risulta incompleta. Il problema persiste.

Agosto 2025: CometJacking

Il 27 e 28 agosto, LayerX Security scopre una vulnerabilità ancora più grave che battezzano “CometJacking“. Un singolo URL malevolo, senza nemmeno contenuto malevolo nella pagina di destinazione, può istruire Comet ad estrarre email, dati del calendario, e informazioni da servizi connessi. Il browser poi codifica questi dati per aggirare i controlli di sicurezza e li invia a server controllati dall’attaccante.

LayerX riporta la scoperta a Perplexity il 27 e 28 agosto. La risposta di Perplexity è controversa: classificano il problema come se non avesse “nessun impatto sulla sicurezza” e marcano i report come “non applicabili”. Questa risposta allerta la comunità di sicurezza, perché suggerisce che Perplexity non stia prendendo seriamente i rischi architetturali del loro browser.

Il 20 agosto, Brave pubblica i dettagli della loro scoperta di luglio. Nell’aggiornamento post-pubblicazione, confermano che dopo ulteriori test, Perplexity “ancora non ha completamente mitigato il tipo di attacco descritto”. La vulnerabilità rimane sfruttabile.

Settembre 2025: Phishing e altri Attacchi

A metà settembre, LayerX pubblica uno studio comparativo allarmante: Comet è 85% più vulnerabile agli attacchi di phishing rispetto a Chrome. Il browser blocca solo il 7% dei siti di phishing noti, mentre Chrome ne blocca il 50-60%. Questo accade perché Comet non implementa le protezioni di Google Safe Browsing che Chrome ha perfezionato in anni.

Ottobre 2025: Nuove Vulnerabilità

Il 1° ottobre, Brave scopre un nuovo vettore di attacco: “unseeable prompt injections” attraverso screenshot. Comet permette di fare screenshot di siti web e fare domande sulle immagini. Brave dimostra che istruzioni malevole possono essere nascoste in testo quasi invisibile dentro le immagini (per esempio, testo blu chiarissimo su sfondo giallo chiaro) che l’occhio umano non percepisce ma i sistemi di riconoscimento testo dell’AI leggono perfettamente.

Comet è ora gratis per tutti,
a livello Globale.

Il 2 ottobre, Perplexity rilascia Comet gratuitamente a livello globale per tutti gli utenti. Questo significa che milioni di persone ora hanno accesso a un browser con vulnerabilità di sicurezza ancora aperte e documentate. Già solo dall’inizio di ottobre sono iniziate a trapelare notizie poco rassicurati.​ La ricerca mostra che l’attacco funziona in cinque passaggi: un link malevolo impartisce un comando nascosto nell’URL, l’AI viene compromessa, i dati vengono codificati e infine inviati al server dell’attaccante.​

Con il rilascio da parte di Brave dei dettagli sulla vulnerabilità legata agli screenshot, Comet si è “macchiato” inevitabilmente di un record piuttosto negativo. Tre mesi consecutivi di scoperte di sicurezza critiche senza che Perplexity abbia risolto i problemi architetturali sottostanti. Con il rilascio gratuito del browser inoltre, anche le community come Reddit sono attivate per documentare vari casi.​​

Gli hacker prendono di mira gli utenti
del browser Perplexity Comet.

A fine ottobre, l’articolo “Hackers Target Perplexity Comet Browser Users” di SecurityWeek riporta che i criminali stanno già capitalizzando sul lancio di Comet: oltre 40 domini fraudolenti promuovono versioni false del browser, usando nomi simili al marchio originale per distribuire malware agli utenti che cercano di scaricare Comet. Due app false sono state trovate anche sul Google Play Store. L’articolo è inquietante, anche se non parla direttamente di vulnerabilità del software ma di come i cyber-criminali stiano cavalcando l’onda.

Il dominio cometai.net, come sottolinea la società di intelligence sulle minacce, è stato parcheggiato per 9.999 dollari su GoDaddy. Secondo la fonte. Inoltre, BforeAI ha identificato due minacce critiche per le applicazioni mobili nel Google Play Store, come Comet AI Atlas App Info, che impersona direttamente il browser.

È stata individuata anche un’applicazione iOS fraudolenta, della cui esistenza il CEO di Perplexity, Aravind Srinivas, aveva dato avviso all’inizio di questo mese. L’azienda di intelligence sulle minacce ha scoperto anche annunci di Google che promuovevano download fraudolenti di Comet e annunci sui social media che indirizzavano a siti falsi, collegandoli alla stessa campagna.

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