Meta Quest 3 sarà il miglior visore dell’azienda, oppure no.
Si è parlando “abbastanza” del nuovo prodotto di Facebook previsto per l’autunno di quest’anno, dopo il trailer però l’interesse sembra essere leggermente in calo. Questo può essere dovuto alle poche informazioni, al progresso tecnologico non troppo evidente, o alla realtà virtuale in senso generale, che puntualmente sembra decollare e poi crollare nel dimenticatoio. In realtà i progressi ci sono stati e anche importanti e sicuramente, a prescindere da quale sarà il miglior visore in senso assoluto, ci divertiremo. Ma Quest 3 dove si posiziona esattamente? Riuscirà a scontrarsi col prodotto di punta di Meta (Quest Pro) e batterlo in qualità video, oppure si posizionerà semplicemente sopra l’attuale generazione? Cerchiamo di sviscerare qualche dato e qualche informazione su; display, lenti e altri parametri.
Display e lenti nel prossimo Quest 3
Il display è uno degli aspetti fondamentali e più interessanti in un visore, senza dubbio. Questo se consideriamo anche parametri come la frequenza di aggiornamento, la luminosità e la nitidezza. Nel nuovo visore avremo la risoluzione più alta di qualsiasi altro prodotto Meta. Il cambiamento però forse più importante potrebbe essere il passaggio dalle lenti Fresnel a quelle così dette pancake. Le prime lenti, Fresnel appunto, sono attualmente montate sul Quest 2 (oltre che sul 1°) e sono generalmente più economiche da produrre. Riescono a far passare molta luce ed hanno un campo visivo (FOV) comunque piuttosto ampio. Sebbene presentino dei problemi, più o meno arginati dai vari produttori, sono attualmente montate sui principali visori come Valve Index o HP Reverb G2. Ma anche PlayStation VR2.
In campo fotografico si definirebbe pancake un obbiettivo molto sottile destinato alle mirroless.
Questo tipo di lente risolve uno dei principali problemi, ovvero la presenza di “creste”, evitando il così’ detto effetto god rays. Questo effetto è a sua volta figlio di un altro problema, tecnicamente definito come sweet spot. Se questi termini non ti dicono nulla, guardiamo al lato pratico della questione: avremo un visore più leggero e compatto. Lo dimostra il prodotto di punta di Facebook. Altri miglioramenti saranno dati da una chiarezza dell’immagine superiore. Purtroppo anche questo tipo di lenti non sono esenti da problemi, uno su tutti la perdita di luminosità. Un calo anche importante. Meta però conosce già questo problema, ed è chiaro che ha una soluzione già definita per Quest 3, ma quali soluzioni adotterà esattamente non lo sappiamo. Potrebbe utilizzare la tecnologia che ha già in casa, oppure un’alternativa economica, o forse più efficiente.
Visori che utilizzano già lenti pancake
A tal proposito, questo tipo di lente è già installata su un visore di Meta; il Quest Pro col suo Infinite Display. Altri visori per la realtà virtuale che attualmente montano questo tipo di lenti sono ad esempio il PICO 4 e l’HTC Vive XR Elite. Un chiaro esempio di come alcune scelte tecniche facciano lievitare i costi, tipo installare lenti pancake e tutto quello che ne consegue, è il prossimo visore Bigscreen Beyond, attualmente in preorder a un prezzo nettamente più elevato di Quest 3 ma vicino al Quest Pro (già in commercio). PICO 4 è quello che attualmente sembra mantenere il prezzo più basso, molto spesso in offerta anche sotto i 400€.
Differenti fasce di prezzo però ci dimostrano che non basta montare delle lenti differenti, migliori su carta. La qualità dell’immagine, la nitidezza, il contrasto e la profondità del colore sono dati da tanti, tantissimi fattori. Meta come altri produttori sono alla continua ricerca di soluzioni per ridurre si il peso, ma anche per inglobare quanta più luce possibile e ridurre la distorsione delle immagini al minimo. Una sfida non da poco.
Risoluzione, PPD ed MTF
Risoluzione e lenti però non faranno del Meta Quest 3 il miglior visore di sempre (probabilmente). La chiarezza visiva in un prodotto per la realtà virtuale è determinata da diversi fattori. Sicuramente uno di questi è la risoluzione del sistema misurata in pixel per grado (o PPD). In sostanza bisogna tenere conto di tutto il sistema ottico e del suo funzionamento combinato. Non solo risoluzione quindi, così’ come la intendiamo per un qualsiasi monitor. Potremmo dire che maggiore è il PPD e migliore è la risoluzione in un un VR. La nitidezza, il rapporto di contrasto e molto altro. Infatti l’attuale modello di punta di Meta ha 22 PPD contro i 20 del Quest 2.
Se abbiamo detto che il PPD stabilisce delle linee guida per la risoluzione si, ma complessiva del sistema ottico, c’è un ulteriore questione sicuramente non troppo approfondita quando si valuta la qualità di un visore. Parliamo della nitidezza. Questa viene misurata in MTF che combina risoluzione e contrasto. Come per il PPD, avere un parametro più alto è meglio, maggiore sarà quindi il dettaglio dell’immagine. Una delle sfide ma non l’unica è quella di raggiungere un elevato fattore MTF sia al centro che al bordo dell’obbiettivo. Quest Pro ha portato i suoi valore di nitidezza centrale a 0,98 e 0,85 in zona periferica, un miglioramento rispettivamente del 25 e 50% rispetto a Meta Quest 2.

Meta Quest 3 avrà schermo uOLED e 120 Hz
Se vogliamo fermarci alle sole informazioni diffuse sui canali ufficiali Meta, informazioni più specifiche come quelle appena elencante non ci sono. Sappiamo che il prezzo sarà di 569,99 €, o meglio a partire da. Secondo alcuni addetti ai lavori Quest 3 potrebbe presentarsi al pubblico con uno schermo uOLED, mentre siamo abbastanza sicuri che avremo un refresh rate di 120 Hz. Non ci sono al momento informazioni ad esempio per quel che riguarda la copertura della gamma colori, dove il Pro si dimostra 1,3 superiore a Meta Quest 2. Le prestazioni hardware subiranno un importante upgrade e ne siamo sicuri, ma per le specifiche tecniche generali vi rimandiamo direttamente alla sezione dedicata alla Realtà Virtuale, diciamo pur con informazioni più leggere.









