Il primo podcast per Mark Zuckerberg nel metaverso. Lex Fridman è un popolare podcaster oltre che informatico, la sua recente intervista con il CEO di Meta, ovvero Mark Zuckerberg, non è una novità però. Ma il fatto che questo sia stato girato nel metaverso e con degli avatar praticamente iper realistici, ha fatto decisamente scalpore. Cosa c’è dietro tutto questo, una semplice intervista o dell’altro?
Codec Avatar, Mark Zuckerberg fa sul serio
E’ stato piuttosto evidente che quel podcast fosse in qualche modo una dimostrazione delle potenzialità che il Codec proprietario possa fare. Sappiamo che nel Metaverso gli Avatar ricoprono un ruolo centrale in quanto la parte videoludica rappresenta solo una semplificazione della Realtà Virtuale e delle sue potenzialità effettive. Un ecosistema che può offrire tanto quindi, collegare le persone in modo del tutto diverso, che sia per social, svago o lavoro. Farlo dei personaggi “cartunizzati” è senza dubbio poco professionale, ma quando compariamo in modo del tutto reale, le cose si fanno davvero interessanti.
La notizia è rimbalzata anche su siti autorevoli come arinsider.co, il quale afferma giustamente che il Codec in sé non è nuovo ed è in circolazione da un po’. Addirittura furono presentati durante il Connect 2019, ma questa è a tutti gli effetti la prima versa apparizione nei canali più tradizionali. Tra scalpore e commenti positivi, l’intervista è diventata presto una vetrina per Meta che ha mostrato al mondo, considerando la popolarità del podcast, cosa potrà essere il metaverso nel prossimo futuro.
Cosa abbiamo visto nel podcast?
L’intervista complessivamente ha offerto agli spettatori una piccola fetta di una torta, la XR, che è a dir poco gigantesca. Lo stesso Mark ha affermato il futuro è tutto da scoprire e lui stesso è curioso di capire fin dove si potrà arrivare. Nella live abbiamo potuto vedere sia Lex che il proprietario di Meta indossare un visore Quest Pro, e per quanto si capisca che entrambi siano collegati, non sappiamo se in modo autonomo o tramite pc. Creare dei Codec personali o su larga scala rappresenta una sfida significativa.
Non abbiamo assistito però a un vero e proprio lancio sul mercato di qualcosa di concreto. Non sappiamo infatti di quale hardware bisognerà dotarsi, o se funzionerà su quelli già esistenti all’interno dei visori Quest. Va inoltre considerato che un avatar così realistico necessita di un tracciamento degli occhi, cosa che al momento c’è solo in Quest Pro (tra quelli di Meta). Reality Labs ha recentemente dichiarato che prevede ulteriori investimenti nel 2024, aumentando di fatto le perdite.






