I migliori auricolari True Wireless per il 2021: una guida inutile?

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Avrei voluto e potuto portare questa guida già a inizio anno, ma tutto sommato considerando l’uscita di alcuni prodotti interessanti come le nuove Sony ed che sono arrivati a metà anno, come le EQ di Bang & Olufsen, direi che questo è buon momento per parlare dei migliori auricolari True Wireless disponibili per questo 2021. Nella guida non vedremo tanto nello specifico quali siano i migliori una volta indossati, ma analizzare i parametri che posso aiutarci in via definitiva a scegliere il prodotto migliore per le nostre esigenze, passando per un aspetto di fondamentale importanza come la connettività e i codec supportati.

Il meglio del 2020

Il 2020 è stato un anno interessante e ricco di auricolari più o meno validi. Per quanto riguarda gli auricolari da me testati il meglio del 2020 è senza dubbio rappresentato da prodotti come le Bang & Olufsen Beoplay E8 di 3a Generazione e le Jabra 75t. Due prodotti che sul fronte audio hanno dimostrato di non avere praticamente rivali. Ci sono voluti mesi e ore di ascolto per decretare quella che per me è la miglior esperienza di ascolto tramite auricolari, ma alla fine ho optato per le Jabra, forse anche fin troppo spinte, ma tanta dinamica e volume pazzesco. Le TicPods 2 (e PRO) un prodotto destinato a gli amanti della tecnologia e delle scorciatoie, gesture e funzioni illimitate per essere più smart possibili. Un po’ dolorose per via della plastica, in stile AirPods per intenderci, aspetto soggettivo, ma un peso irrisorio tanto da dimenticarsele. Ci sono state però delle grandi sorprese soprattutto nella fascia economica: le Elecder D15 uno dei migliori best-buy disponibili al momento della review. Ad oggi hanno ricevuto quasi mille recensioni e tutte estremamente positive. Scendendo ancora di prezzo le COUIMI si sono guadagnati un discreto successo, IPX7 e tanta sostanza, specie sulle medie e basse frequenze. Sono ancora disponibili su Amazon al contrario di tante elettroniche fittizie poi scomparse dagli store.

Come dimenticarsi poi delle Jam Audio Live Free, ottimi auricolari tutto fare, costruiti benissimo e con un’autonomia pazzesca; 54 ore complessive con l’ausilio del case, tra l’altro molto compatto e tra i più curati in assoluto. Quale è stato invece il prodotto più deludente di questo 2020? Beh credo che senza tanti dubbi le Bose Sport Earbuds siano state in assoluto le TWS più deludenti. Ora, spesso una delusione non viene tanto dal prodotto che si rivela scadente ma dalle aspettative del consumatore, e le aspettative sui nuovi auricolari Bose erano piuttosto alte tra gli appassionati e non solo. Prodotto molto solido, ben costruito ma un audio del tutto anonimo, eccessivamente pompato sulle medie e basse frequenze e lacune piuttosto importanti. Prodotto assai limitato, destinato allo sport, merito anche di un grip pazzesco (forse il migliore in senso assoluto), ma niente cancellazione attiva del rumore e autonomia che poteva essere decisamente maggiore. Il prezzo? Elevato considerando l’utilizzo. Oggi il listino rimane ancora alto ma si riescono a prendere con sconti molto interessanti, anche su Amazon.

Il 2021 cosa ci ha riservato? Prodotti decisamente interessanti. Il migliore ma non il migliore; Sony WF-1000XM4. Un prodotto sulla carta devastante, l’LDAC compatibile, tantissime funzioni smart, buona l’applicazione e una qualità costruttiva davvero di alto livello. Sul fronte audio il codec messo a disposizione è tanto valido quanto inutile, percepire delle differenze sostanziali rispetto all’SBC o su aptX mi è sembrato davvero difficile, si possono apprezzare tranquillamente anche su versioni gratuite di Tidal o Amazon Music, senza svenarsi e abbonarsi ad applicazioni che per riprodurre tracce Hi-Res chiedono la bellezza di 19 e passa euro mensili. Jabra ha portato la sua evoluzione di un prodotto già eccezionale, presentando le Elite 85t, cancellazione attiva del rumore, qualità costruttiva ancora di altissimo livello e un’applicazione davvero valida e bella anche graficamente. Altoparlanti molto generosi nelle dimensioni infatti sono da 12 mm. Non ci sono novità invece riguardo il supporto a codec audio più raffinati. Il prodotto che invece ho aspettato con più ansia erano le Beoplay EQ (ne parlo Qui), anche loro cancellazione attiva del rumore, o meglio adattiva, altoparlanti con driver più grandi rispetto alla precedente generazione, 6,8 mm contro i precedenti 5,7 mm. Tra le novità ovviamente anche l’aggiornamento della connettività Bluetooth, ora supporta la versione 5.2 e soprattutto l’implementazione del codec aptX Adaptive, non una scelta fondamentale ma interessante comunque.

Sui codec e la connettività in generale abbiamo assistito a una lenta e progressiva migrazione verso il Bluetooth 5.0 e 5.1, (si cominciano ad intravedere versioni 5.2) ma passando ancora per i codec standard come l’aptX che ancora oggi è in grado di farci ascoltare perfettamente ogni tipo di libreria musicale senza farci rimpiangere le versioni HD, o altri codec ad alte performance; LDAC se parliamo di Sony e il prossimo erede di SBC, ovvero LC3.

Quali auricolari suonano quindi meglio e quali codec scegliere? Qui veniamo al punto essenziale e al motivo per cui questa sorta di guida agli acquisti verrà pubblicata. Attualmente tutti gli auricolari, almeno quelli testati, supportano la connettività aptX standard, il popolare codec, ormai con diversi anni alle spalle, oggi di proprietà di Qualcomm. E’ un codec che riesce già ad avvicinarsi alla qualità del CD tradizionale, ragionando ovviamente in termini di trasmissione dei dati. Connettere quindi i nostri auricolari con Bluetooth passando per aptX è già di per se un ottimo modo per ascoltare musica. E lo sarà ancora per diverso tempo. Sulla base di questo algoritmo assai efficiente, sono state sviluppate ovviamente delle varianti più performanti, ma destinate principalmente a un mercato più di nicchia, più avanti capiremo perché. Le varianti in questione sono l’aptX HD, capace di riprodurre a 48 kHz e a 24-bit e aptX Low Latency, un codec utilizzato essenzialmente su dispositivi che necessitano di una latenza inferiore e quindi una capacità di trasmissione più reattiva, con meno ritardi possibili. Pensiamo ad esempio al settore gaming.

Si potrebbe quindi pensare che puntare al codec con le migliori caratteristiche tecniche e prestazioni sia la scelta migliore, ma la prima domanda che dobbiamo porci è: la sorgente è in grado di riprodurre e trasmettere file in alta risoluzione fino a i miei nuovissimi auricolari? La risposta è Ni. Un esempio pratico, prendendo al balzo anche le occasioni che ci sono per il Black Friday; abbiamo acquistato i nuovissimi Jabra Elite 85t, ma se andiamo a spulciare sulle caratteristiche tecniche scopriremo che il codec supportato è un banalissimo SBC (oltre l’AAC). Tutti i dispositivi Bluetooth supportano tale codec. A prescindere dalla qualità degli auricolari, parliamo di una trasmissione di dati compressa, un’evoluzione dell’mp3 (quindi non roba freschissima), un formato lossy. Perché una cuffia Bluetooth così moderna dovrebbe supportare solo codec basilari? Se a questo aggiungiamo che probabilmente continueremo ad ascoltare musica attraverso YouTube, o versioni gratuite di Spotify, Tidal e così via… qualche domanda dobbiamo obbligatoriamente farcela. Per investire quindi nell’ascolto musicale bisognerebbe investire, tanto nella sorgente (…) quanto nel ricevitore. Tutti i parametri a mio avviso che andrebbero considerati prima di creare un qualsiasi tipo di postazioni multimediale o semplicemente dedicata alla riproduzione musicale; sia come postazioni fisse che mobili (banali auricolari True Wireless).

  • Il telefono Android o iOS deve supportare codec ad alta risoluzione
    aptX HD, LDAC, LC3/LC3plus | AAC – ALAC nel caso di iOS e MacOS
  • La sorgente (in questo caso un’applicazione sul telefono) deve avere contenuti in alta risoluzione: Tidal nelle versioni premium, qobuz e Spotify se arriverà anche lei sul mercato lossless
  • Il dispositivo come ad esempio l’auricolare che andrà a riprodurre l’audio deve essere in grado di ricevere segnali audio non compressi, quindi pacchetti di dati particolarmente impegnativi. Oltre al codec aggiungerei l’importanza di avere le più recenti versioni di Bluetooth, a partire dalla 5.0, decisamente più stabili e in grado di essere più efficienti anche sul fronte dei consumi

A prescindere poi che si vadano a rispettare tutti questi parametri, ancora oggi la connessione cablata è difficilmente eguagliabile tramite una connessione Bluetooth o Wireless. Ci sarà sempre e comunque una perdita di dati. Eccezion fatta forse per l’LDAC di Sony, un prodotto sulla carta mostruoso, ma dedicato appunto all’ecosistema Sony e che difficilmente avrà successo su larga scala, anche perché arriveranno sul mercato nuovi standard più comuni e diffusi che non riguarderanno solo un brand o un ecosistema specifico. Come non perdersi nel mondo dei codec e fare la scelta giusta? Attualmente si può apprezzare dell’ottima musica sfruttando semplicemente i codec standard come l’aptX oggi compatibili con tutti i dispositivi Android e iOS (codec equivalenti), mettiamo quindi da parte le caratteristiche ed evitiamo spese inutili. Nonostante oggi ci siano molti più dati a disposizione per confrontare una riproduzione rispetto all’altra, l’ascolto resta comunque ancora molto soggettivo, credo però che sia indiscutibile il fatto che apprezzare veramente un formato lossless, in alta risoluzione, in driver decisamente piccoli, come quelli degli auricolari, sia davvero cosa per pochi. Non a caso la compressione dei dati, ad esempio di una traccia, avviene eliminando delle frequenze che in realtà non sono udibili, se non da pochissimi essere umani, e comunque solo un in range di età, quindi per pochi anni. Ci sono dunque si differenze tecniche tra una traccia riprodotta in qualità Master rispetto a un classico mp3, ma la differenza non sarà mai così tangibile sui nostri auricolari. E questo è un tema che viene discusso da anni.

Le migliori esperienze di ascolto che io ricordi, fatte appunto tramite dei TWS, non sono scaturite da versioni premium di Tidal, né tanto meno dal codec LDAC di Sony, compatibile col mio Android si, ma che neanche ascoltando tracce in qualità master è riuscito a regalarmi emozioni rilevanti. Sarebbe stato senza dubbio differente se questo codec, l’LDAC appunto, avesse girato su un sistema composto da uno streamer musicale, un amplificatore e diffusori, magari anche wireless, ma compatibili con tale standard, ma comunque diffusori importanti, con dimensioni generose e in una stanza idonea. Il mio consiglio resta quindi quello di provare le vostre cuffie e scegliere semplicemente in base alle emozioni che questi auricolari riescono a regalarvi, fate piuttosto delle scelte dettate dall’autonomia, dalla comodità, dalla qualità costruttiva, senza farvi troppo condizionare dai continui standard e codec oggi presenti (alcuni promossi semplicemente da qualche brand di telefonia), facendo però attenzione a quelli che sono i nuovi standard qualitativi richiesti dal mercato, le nuove versioni presenti di Bluetooth sono molto performanti e stabili, un aspetto che negli anni precedenti a mio avviso si faceva sentire; interruzioni nella riproduzione, consumi più elevati, connettività meno stabile.

Quali auricolari acquistare nel 2021? Periodo di Black Friday, io terrei sotto controllo prodotti come le Jabra Elite 85t, e le nuove Sony XM4, semplicemente perché sono prodotti qualitativamente ben costruiti, molto smart e con applicazioni ben fatte. Sul fronte audio non avrei molti dubbi a puntare ancora sulle Beoplay E8 3a Generazione, eccezionali per la qualità audio e costruttiva che offrono, anche se l’app non è mai stata secondo me al livello di altre. Prezzo decisamente interessante. Non mancano ovviamente, rimanendo sempre sul focus dell’audio, le Sennheiser Momentum. Prezzo in questi giorni chiaramente molto aggressivo, e caratteristiche davvero di livello per queste True Wireless, forse meno considerate di altre ma secondo me molto valide. Sotto i 100€ considererei un prodotto nello specifico che sono le Jabra 75t, auricolari che ho amato tantissimo e che ho venduto solo per curiosità di provare altro. Prezzi davvero folli per un prodotto di altissimo livello, sia per la qualità costruttiva che per l’audio che riescono ad offrire. Vedremo già dal prossimo anno come i nuovi standard LC3 (e varianti pompate) come cambierà il mercato, per il momento non mi preoccuperei di acquistare un prodotto come quelli appena citati.

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Crediti foto: Nick Stafford da Pixabay

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