Recensione M-Audio Forty Eighty, finalmente. Dopo una cinquantina di ore circa mi sono deciso a pubblicare una review che tutto è stata tranne che semplice. Ma andiamo per gradi. M-Audio Forty Eighty è un monitor nearfield attivo a 2 vie molto interessante. Sia per come è progettato che per le caratteristiche tecniche nude e crude. Il design così detto bi-amplificato in Classe AB dedicata 90W al woofer e 60W al tweeter per una buona distribuzione della potenza. Per un totale di 150W. Le dimensioni dei due altoparlanti sono rispettivamente 6,5 pollici in Kevlar e 1,25 pollici per l’altoparlante dedicato alle alte frequenze, nello specifico waveguide (guida d’onda). Il range in frequenza copre una gamma da 39 Hz a 22 kHz con valori di SPL che raggiungono i 113 dB.
Il cabinet è realizzato in MDF e rivestito in vinile. Sul retro del diffusore è posizionato un condotto di accordo (porta reflex), questo ne migliora la risposta alle basse frequenze ma per ovvi motivi limita anche la “libertà” di posizionamento del monitor a cui dovremmo dedicare un preciso spazio nell’ambiente. L’angolo di copertura è di 120° x 90°, dove; 120° gradi rappresenta l’angolo di dispersione orizzontale, l’ampiezza dell’area a sinistra e a destra del diffusore in cui il suono mantiene una qualità e un livello di pressione sonora ottimali. Quello verticale che in questo caso è di 90° è l’estensione dell’area sopra e sotto il diffusore in cui il suono viene diffuso efficacemente.
Per quanto riguarda gli ingressi troviamo 1x XLR, 1x TRS, ma è possibile gestire il tutto anche tramite Bluetooth (5.3). L’altoparlante funziona chiaramente anche senza applicazione, ma parte del progetto è anche l’app dedicata che consente modifiche più o meno importanti sul suono, sebbene a mio avviso non sia fatta benissimo e neanche troppo user-friendly. Frontalmente l’altoparlante dispone anche di un tasto dedicato all’EQ veloce che può passare dal classico Flat ad Hype, oltre che Custom.
Il Ruolo del DSP nelle Forty Eighty
Il DSP (Digital Signal Processing) è una tecnologia che consente l’elaborazione digitale dei segnali audio, offrendo vantaggi significativi nella gestione e ottimizzazione del suono. Nel Monitor M-Audio Forty Eighty, il DSP svolge diverse funzioni chiave:
- Crossover Digitale: Il DSP gestisce il crossover interno, assicurando una transizione fluida e precisa tra il woofer e il tweeter. Questo permette una risposta in frequenza più lineare e una migliore coerenza tra le diverse gamme di frequenze.
- Equalizzazione Personalizzata: Attraverso l’app M-Audio Forty Series Control, gli utenti possono creare curve di equalizzazione personalizzate, adattando la risposta del monitor alle specifiche esigenze dell’ambiente di ascolto o alle preferenze personali.
- Modalità di Riferimento: Il monitor offre modalità di riferimento FLAT e HYPE selezionabili istantaneamente dal pannello frontale, permettendo un confronto immediato tra una risposta neutra e una enfatizzata, utile durante le sessioni di mixaggio e mastering.
Forty Eighty integra componenti di alta qualità e tecnologie avanzate come il DSP per offrire una riproduzione sonora fedele e versatile, adattabile a diverse esigenze professionali e ambienti di ascolto. Almeno su carta.
Recensione M-Audio Forty Eighty:
qualità, sostanza ma anche versatilità.
Forty Eighty è un monitor che mi ha stupito per la sua versatilità e capacità di suonare potente e pulito allo stesso tempo. Il punch è davvero notevole anche in modalità Flat, mentre il tweeter riesce ad esprimere brillantezza senza risultare fastidioso. Senza operare direttamente sull’equalizzatore il suono è bilanciato ma non adatto a tutte le esigenze. Nello specifico intendo dire che per quanto il “Flat” sia un’impostazione neutra, non rende il monitor un prodotto da lanciare sempre nella riproduzione senza alcun tipo di intervento. Soprattutto se avete la necessità proprio di ascoltare una riproduzione nella modalità più lineare possibile, monitor appunto.
Infatti spesso le basse frequenze sono risultate invadenti, l’escursione del woofer eccessiva. Di positivo, l’altoparlante dedicato alle basse frequenze è estremamente reattivo, preciso. Merito anche dell’impiego del Kevlar. Questo evita distorsioni e frequenze indesiderate, ma spesso l’intervento in EQ è necessario. Dopo una prima sessione di ascolto tramite Bluetooth, poi spiegherò anche il motivo di queste tante ore di test in wireless, ho capito che buona parte dell’ascolto era influenzato dalla posizione del monitor nell’ambiente. Ora, non ci sono così tanti monitor in commercio che possono essere posizionati in modo casuale e sentirli suonare bene, quindi non è un difetto delle M-Audio.
Tuttavia, mi saresti aspettato una gestione differente in un prodotto che vuole posizionarsi in un segmento di mercato accessibile, sia in termini di prezzo che di utilizzo. Quindi, Forty Eighty è un finto monitor entry-level e lo dico con estremo piacere. Può lavorare davvero bene se viene posizionato con cura nell’ambiente, possibilmente trattato, senza mai trascurare le distanze dal muro e dagli angoli. Alcune impostazioni nell’applicazione M-Audio possono intervenire direttamente su questi aspetti.
Chi dovrebbe acquistare M-Audio Forty Eighty?
Eighty, è un monitor che M-Audio punta a vendere a un pubblico giovane, dinamico, sicuramente di cultura musicale più moderna. E’ senza dubbio adatto a produzioni casalinghe di buon livello, ma anche per divertirsi fuori casa. Insomma non proprio un entry level come siamo abituati a pensarli. Ovvero quel tipo di casse molto piatte, poco potenti e sicuramente non entusiasmanti. Qui c’è abbastanza potenza per divertirsi anche con un singolo monitor, senza rinunciare alla possibilità di menare dei bei punch quando necessario.
Continuo però a nutrire diversi dubbi sul posizionamento reale di questo prodotto. Versatile e potente, ma difficile da gestire, sia nel posizionamento fisico nell’ambiente, ma anche e soprattutto nel trovare un equalizzazione per farlo suonare davvero bene. Dovresti acquistare questo monitor se hai un minimo di consapevolezza e conoscenza del mondo audio, armandoti di pazienza con la voglia di provare e riprovare, al fine di trovare il miglior setup possibile. L’App dedicata però, non aiuta questo processo di miglioramento graduale dell’esperienza. Di seguito alcune prove di ascolto.
Random Access Memories
Modalità: Bluetooth / Audio Flat

Il basso è piuttosto coinvolgente in tracce come “Giorgio By Moroder”, sebbene un po’ duro. Quanto meno il woofer riesce a frenarsi senza sembrare eccessivamente goffo come invece ho avuto modo di constatare in molte occasioni. Il resto degli strumenti, prevalentemente tutti elettronici sono ben distribuiti e riescono a distinguersi. Sicuramente un pezzo dove l’M-Audio riesce a spingere molto e si fa apprezzare anche se consiglio di equalizzare meglio la gamma bassa e per evitare quell’effetto “Car Audio”, dove andiamo sentiamo il sub nel bagagliaio tentare di riprodurre medie e alte frequenze.
Senza dimenticarsi che siamo in modalità Bluetooth e “Flat” come impostazione audio, continueremo a lottare un po’ tra quel senso di piacere nel sentire lo spostamento d’aria, sia del woofer che del reflex posteriore, oltre che col volume della cassa stessa, con l’idea che probabilmente la gamma bassa potrebbe essere molto più morbida. Evitando di creare questa sorta di effetto per cui una traccia sembra poco lineare. In parole povere: è come se durante la riproduzione di un brano andate a equalizzare, aumentando o diminuendo la quantità di bassi. Meno incerta la parte più alta dello spettro sonoro che si mantiene pulita.
Rose Nere – Guè Pequeno
Modalità: Bluetooth / Audio Flat

Parlando di questo storico album, che dire. Forty Eighty è una cassa tanto potente quanto goffa. Ad essere più onesto e diretto possibile, non mi sono per nulla emozionato ascoltato questo Album del Guè. Conoscendo bene molte tracce di questo album direi per certo che, voce a parte che ho trovato piacevole, c’è proprio una parte di effettistica e strumenti che non vengono riprodotti, oppure coperti. Il basso elettronico poi è una costante presente nella traccia, poco armonioso che quasi sembra un rumore di fondo. Produzioni di questo tipo hanno una quantità di bassi esagerati e buona parte di questi sono spinti estremamente in basso. Non necessariamente in gamma ultra-bassa o non udibile, ma sicuramente oltre i limiti di un singolo altoparlante a cui viene chiesto davvero troppo.
Per ovviare a una riproduzione che potrebbe risultare noiosa, la soluzione più comoda è allontanare il monitor dall’eventuale parete, oppure intervenire attraverso la complicata applicazione dedicata. Neanche a dirlo, in questo caso la superfice di appoggio è fondamentale, utilizzare differenti supporti, oppure utilizzare spugne specifiche aiuterà tantissimo. I miracoli però in una riproduzione flat, senza interventi, non si riescono a fare. Parlando in senso più generale, non ho grossi dubbi sul fatto che a qualcuno potrebbe anche apprezzare una riproduzione così poco raffinata e un po’ confusa.
Se questa non fosse una cassa monitor direi che per feste ed intrattenimento sarebbe adeguata, considerando la potenza che può tirar fuori anche una singola cassa e tramite Bluetooth. Tuttavia, volendo apprezzare un certo tipo di incisione, appositamente studiata per essere morbida e facilmente riproducibile, si rimane presto delusi. Per facile, intendo dire che molti album anche non recentissimi, vengono pubblicati in modo totalmente differente rispetto al passato, dove la musica si ascoltava in casa con l’impianto di famiglia o in cuffia. Oggi bisogna fare i conti con Smartphone e cuffie economiche. Mi riferisco a tracce più recenti di Guè o Marracash e non a Rose Nere nello specifico. Spostandoci infatti sul rapper siciliano riusciamo ad apprezzare meglio questa forty Eighty. Provate ad ascoltare “MADAME – L’anima”, per capire che questa cassa è talvolta l’ombra di se stessa, che può dare tanto quando vuole.
Recensione M-Audio Forty Eighty;
arriviamo alle conclusioni.
In quello che potremmo definire il pacchetto di M-Audio, il Bluetooth è una parte importante del progetto e non una features messa li a caso. Per questo ho voluto dare maggior risalto all’esperienza wireless, per capire se realmente il monitor poteva essere utilizzato con questa versatilità senza troppe rinunce. Per ciò che riguarda la sola esperienza di ascolto la cassa suona bene e non mostra problemi, se non un lieve fruscio di fondo che però ho riscontrato anche cablando. Alte, medie e basse frequenze suonano bene quando andiamo a riprodurre file di qualità. Ottimo lavoro quindi da parte di M-Audio, lavorare senza cavi e schede audio aggiuntive ha i suoi vantaggi.
Naturalmente ho svolto altrettante prove testando il tutto su iD14 MKII, di Audient. Mi piace molto il suono che riesce a dare ai monitor questa scheda audio, ma non direi che ci sono differenze così importanti, piccoli dettagli ma che ho riscontrato solo in album particolarmente ostici, nonché musicalmente molto lontani e anche un po’ datati.
In conclusione davvero, non voglio girarci troppo intorno nel dire che le Forty Eighty mi sono piaciute tantissimo, ma non sono mai riuscito ad ottenere un’esperienza lineare. Tradotto; bisogna intervenire spesso sull’equalizzazione se intendiamo spaziare su vari generi musicali. In compenso quando trovate il giusto equilibrio e anche il giusto posizionamento, ci si diverte. La potenza è tanta, il basso è bello pronunciato e scende anche discretamente. L’ascolto non è affaticante quando trovate la quadra. Distorsioni? Decisamente non pervenute, il DSP e la ripartizione della potenza tra woofer e tweeter lavorano benissimo.
Se siete da PC vi consiglio alternative come Peace Equalizer lasciando stare l’app. Non consiglierei forse a meni basse questo monitor a chi non ha alcun tipo di esperienza. A tutti gli altri si, con qualche riserva. Addirittura ora questo monitor è sceso di prezzo ed è possibile acquistarlo sotto le 200€, secondo me un acquisto sensato, quanto meno provatelo.
L’applicazione M-Audio
Vorrei promuovere a pieni voti Eighty, ma l’applicazione che M-Audio ha dedicato a questa serie di prodotti non mi ha convinto affatto. Anzi tutto non sempre l’app ha funzionato, spesso non riuscivo a ricollegarmi al monitor. E già qui posso immaginare che portare fuori casa questa coppia di monitor per suonare, non è fattibile se ho intenzione di farlo senza un piano d’emergenza (via cavo).
Inoltre è complicata da utilizzare con dei profili che non strizzano l’occhio a chi cerca un’esperienza immediata e di facile lettura. Alcuni profili figurano come; DIY Hype (MA51) e DIY Hype (MA52). Oppure Boundary EQ Quarter Space, EQ Half Space. Clean e Ethereal sono quelli più facile da leggere ma che non hanno particolare rilevanza. Ma il problema non è tanto questo, quanto il fatto che non sia possibile ascoltare le modifiche in tempo reale dal momento che: l’applicazione funziona se il monitor è connesso via Bluetooth, ma la cassa non può essere connessa anche al PC dove magari stiamo riproducendo musica. Quindi a meno che non avete un applicazione di streaming che lavora in background, allora potete stare sull’app e modificare, altrimenti è quasi inutile.







