Recensione Edifier M60, finalmente! Come dico sempre ormai. Dopo ore e ore di test pubblico la review dei compatti diffusori desktop 2.0. Questi altoparlanti sono progettati con caratteristiche tecniche e di design degni di nota, a un prezzo che potremmo definire da best-buy o poco meno. Edifier ci ha riservato 66W RMS suddivisi in 15W x 2 (Tweeter) e 18W x 2 nel Mid-Woofer, con una cupola in seta per le alte frequenze e un cono in alluminio da 3 pollici come una discreta escursione.
Più che risposte in frequenza e rapporti di segnale/rumore, mi soffermerei sull’ottimo DSP integrato e il crossover attivo a due vie con un controllo della gamma dinamica che gli consente di essere preciso, ben dettagliato e bilanciato in quasi tutte le occasioni. Al netto di alcune evidenti mancanze, ci mancherebbe. La connettività è pressoché infinita, dall’AUX all’USB-C, al Bluetooth V5.3 con supporto anche a LDAC. La presenza di quest’ultimo gli consente di spingersi a una risoluzione fino a 24-bit/96kHz. Quando i dispositivi sono compatibili.
Come sono costruite le Edifier M60?
Il materiale del cabinet è in legno lavorato a mano che oltre a regalare un effetto premium di rara bellezza in questa fascia di prezzo, riduce al minimo le risonanze acustiche. Le dimensioni del singolo diffusore: (L x A x P): 100 x 168 x 147 mm con un peso netto di 3,07 kg. L’aspetto invece puramente estetico e di impatto è eccellente, linee morbide, eleganti, bellissime nella versione bianca. I supporti in alluminio sono inclusi e portano i diffusori a un’inclinazione di 15 gradi che ne migliora l’ascolto se posizionati in scrivania.
Il pannello Touch è capacitivo ed è posto sulla parte superiore del main-speaker, è a sfioramento per cui resta spento fin quando non avviciniamo il dito. Parte quindi una retroilluminazione, sempre reattiva e precisa che ci consente di gestire volume e altre funzioni basiche. Segnalo che è disponibile l’applicazione Edifier Connex, da cui è possibile avere un controllo sulla riproduzione nonché agire su effetti sonori e personalizzazioni. Tuttavia, non l’ho mai utilizzata, avendo avuto esperienze poco entusiasmanti come sulle Forty Eighty di M-Audio.
Recensione Edifier M60:
impressioni immediate.
Nella colorazione bianca le piccole M60 sono davvero belle. Ciò che colpisce subito è il loro peso. Come indicato nella prima parte della recensione. Detto questo, sono davvero massicce. La finitura è molto liscia e piacevole al tatto, davanti invece sembrano leggermente più ruvide e anti-scivolo. I coni sono belli e di ottima fattura, se consideriamo la fascia di prezzo. Tutto l’unboxing mostra la grande attenzione che ha messo Edifier nel confezionare questo prodotto. Unica stortura potrei dire la maschera frontale che mostra le fessure, forse in modo troppo evidente. E dalle foto prodotto questo non sembra vedersi molto.
Ciò che potrebbe far notare questa parte incollata o agganciata saldamente è lo sporco che si posa (presumo). Per qualche strano motivo infatti, le M60 di Edifier per quanto bellissime tendono ad attrarre molta polvere. Questo lo vediamo in modo marcato sulla parte superiore, dove ci sono i controlli a sfioramento del volume/accensione. Comunque piccoli dettagli che davvero si fanno fatica a notare. Sono solo pignolo.
Cosa che trovo invece interessantissima è la presenza di 2 stand. Anche loro ben fatti ma soprattutto molto utili. Gli stand, abbinati ai piedini in gomma delle Edifier, hanno mostrato in fase di recensione una propensione a smorzare ottimamente vibrazione e risonanze. Sarebbe meglio ancora andare ad applicare una spugna tra le due parti, ma personalmente non posso dire di aver avvertito tale necessità
Lo speaker di destra lo possiamo considerare come il Master, e incorpora 3 controlli touch a sfioramento per gestire accensione e volume. Per sfioramento intendo dire che questi sono nascosti fin quando non ci avviciniamo per gestirli. Lo trovo pazzesco oltre che funzionale. Ma lasciamoci alle spalle noiosi dati tecnici, ecco le mie personalissime prove di ascolto.
David Gilmour (Remastered 2006)
Edifier M60 collegate tramite connessione USB-C.
In questo album trovo interessante il bilanciamento degli strumenti. Troviamo tutti i più tradizionali strumenti del rock mixati in modo armonioso. Un bel tono di voce, centrato, quanto meno in tutti gli impianti in cui l’ho ascoltato, una batteria decisa ed energica ma non invasiva. Un basso strumentale delicato che accompagna dolcemente le varie tracce. La voce di Gilmour è estremamente morbida e raffinata, la chitarra non troppo tagliente pur essendo una Strato (e che Strato). Qualche dubbio sulla chitarra utilizzata per “No Way”, ma dettagli trascurabili ora.
Sulla base di questi ragionamenti ho voluto testare le Edifier che si sono dimostrate all’altezza della situazione. In questa edizione Remastered provata c’è sicuramente una dinamica maggiore che rende l’ascolto più frizzante ed energico. Piacevole ascoltare nuovamente quest’album co le piccole M60. Tracce come “Cry from the Street” riesce a tirar fuori il meglio da queste casse che sono estremamente pulite nella riproduzione con un basso molto molto sottile, per ovvie ragioni o limiti se vogliamo, ma gradevole nell’accompagno e una chitarra molto dettagliata. Anche ad alto volume.
Altri brani, ad esempio So Far Away, appare come una riproduzione semplice ma è esattamente l’opposto. Abbiamo infatti una batteria molto più pesante e decisa, senza contare il pianoforte, e chiaramente la voce sempre presente. Beh qui resto decisamente soddisfatto perché quei colpi di batteria non hanno mai infastidito, né coperto la voce. L’assolo di chitarra poi, così caldo, pastoso. Eccellente direi. Tutto a volume sparato praticamente al massimo. Di questo eccellente album non potete perdervi, a prescindere, quel capolavoro di Raise My Rent. L’assolo lo conoscete già in pratica se apprezzate i Pink Floyd perché presente in una loro celebre traccia. Ma tolto questo, spettacolare la riproduzione che le Edifier M60 mi hanno regalato considerando la dimensione dei 2 altoparlanti e della cassa in generale.
Ciò che ha fatto la differenza qui è indubbiamente la bassissima presenza di distorsione o risonanze. L’assolo quindi risulta così pulito che viene voglia di continuare ad alzare il volume. E in realtà di volume in pasto glie lo si può dare in quantità. Qui un piccolo merito me lo prendo anche io per l’insonorizzazione fatta nella camera. Ma anche i supporti inclusi fanno il loro. Si potrebbe continuare a parlare di questo album che personalmente adoro, ma ciò che conta è la prova che gli altoparlanti hanno superato a pieni voti.
Oasis, The Masterplan
Edifier M60 / USB-C

Talk Tonigh, traccia insidiosa. Voce molto piacevole, volume giusto, le mani accompagnano sotto, tengono il tempo e lavorano in sintonia con la chitarra acustica. In diverse tracce di questo storico album degli Oasis ci sono dei difetti secondo me importanti che bene o male emergono in tutti gli ascolti, su qualsiasi impianto. Ho sempre notato una certa stereofonia tutta sua, contorta, dove la voce è sempre spostata quel poco da crearmi un certo fastidio perché la percepisco troppo dal lato degli strumenti. E visto che l’album di suo è già un po’ caotico, non riesco ad ascoltarlo a volume particolarmente sostenuto.
Nonostante il suo essere grezzo, The Masterplan regala sempre grandi soddisfazioni. Qui le Edifier riescono nell’impresa di farmi ascoltare l’album senza che il mio apparato uditivo sanguini. Gli strumenti comunque sono ben riprodotti, anche nei piccoli dettagli, nella distorsione esagerata della chitarra e da quei disturbi audio appositamente voluti. La voce di Liam così come di Noel è fedele agli standard Oasis, un timbro di fabbrica che le M60 riescono a captare, ma non con poca fatica. Infatti è proprio l’ascolto a risultare un po’ affaticante, questo almeno se diamo per scontato che queste casse saranno posizionate relativamente vicine a voi.
Diciamo che per assurdo un sistema audio meno performante, più limitato a una riproduzione completamente flat, potrebbe risultare meno fastidioso. Le M60 invece riescono a cogliere gran parte di questo album ma probabilmente la dimensione dei driver rende difficile poter dividere in modo netto tutti gli strumenti e dare più spazio alla scena che risulta dunque molto orizzontale, molto diretta. Però voglio dire, The Masterplan dovete ascoltarla, che l’intro è molto stuzzicante anche su queste piccolette da scrivania.
Recensione Edifier M60:
ok ma, dovresti acquistarle?
Le M60 sono casse da scrivania che posso regalare grandi soddisfazioni con un budget contenuto. Tolte le caratteristiche puramente tecniche che interessano relativamente, quanto meno a me, la qualità audio è decisamente buona. Non voglio dire che a questo prezzo non esista però niente di meglio, piuttosto direi che nel pacchetto complessivo dell’estetica, della connettività e della qualità costruttiva, la cosa si fa interessante. Acquistarla è dunque consigliato per chi cerca anzi tutto versatilità, poiché sia tramite USB-C che Bluetooth si comportano bene, in tutti i generi musicali.
L’estetica in questo caso non è un punto secondario ma parte integrante del prodotto. Del resto anche questo viene pagato da noi consumatori. Posso dire infatti che nel panorama delle casse da scrivania o anche delle piccole monitor queste sono senza dubbio non solo le più belle, ma le uniche sotto i 200€ ad offrirmi quella sensazione di qualità costruttiva premium. Scordatevi di trovare tutto questo nelle varie cinesate presenti su Amazon e dintorni. Ci sono dei difetti, si certamente. Le casse sono piccole, i driver minuscoli se vogliamo ragionare più a largo spettro. Da audiofili immagino che le andrete a scartare a prescindere, ma potreste ricredervi.
Come detto nella confezione sono presenti due stand ovvero dei supporti, sono importanti ma attenzione alla distanza. Vanno posizionate vicino a noi poiché la voce andrà troppo a disperdersi. In compenso la scena sonora e le frequenze più basse traggono beneficio da un maggior distanziamento. Per quanto riguarda l’equalizzazione e l’applicazione non ho avuto modo e forse interesse ad approfondire. Ci sono state molte occasioni in cui avrei voluto agire offline sull’EQ, magari ascoltato “White Flag” di Dido, ma alla fine l’impostazione standard data dal produttore l’ho trovata più che idonea per ricoprire tutte le esigenze. Ve lo sconsiglio perché comunque è complicato fare tuning dell’audio su sistemi di alto livello, definibili quasi impeccabili, immaginate su driver così piccoli, si finisce solo per non godersi l’ascolto.
Edifier M60: Musica,
ma anche Film e Gaming.
Considerate che attualmente non è semplicissimo trovare le Edifier M60, il loro prezzo si aggira comunque sui 120€ circa. E credo che sia il prezzo mino da pagare per questo prodotto. Ciò che invece non farei assolutamente è andare a spendere oltre 150€, una cifra che non è difficile da raggiungere soprattutto con le recenti fluttuazione di prezzo viste sul noto shop. Quindi occhio alle offerte, valutate, e buon ascolto.







