Kate Bush – Kick Inside

Le Edifier MR4 offrono una riproduzione vocale chiara e mai affaticante, ideale per mettere in risalto la voce di Kate Bush in The Kick Inside. La resa dei dettagli è buona, sebbene non eccellente, e il basso, presente in molte tracce, tende a essere discreto: è percepibile, ma non domina la scena e in alcuni passaggi risulta quasi arretrato. Non direi fuori luogo ma quasi.
Un aspetto importante da considerare con questi monitor è la distanza di ascolto: se posti troppo lontano, tendono a perdere scena e precisione, specialmente nelle frequenze medio-alte che sono uno dei loro punti di forza. Alla giusta distanza, però, la voce e i dettagli della gamma media emergono con maggiore coerenza, conferendo all’ascolto una maggiore autenticità e presenza. Anche il basso beneficia del posizionamento corretto, anche se rimane comunque un aspetto meno enfatizzato delle MR4. Forse problematico per i miei personali gusti d’ascolto.
Sul fronte del controllo del tono, intervenire sulle impostazioni non sembra migliorare sensibilmente la risposta dei bassi, che continuano a mancare di profondità. Per quanto riguarda il pianoforte, uno strumento centrale nelle composizioni di Bush, le MR4 offrono una riproduzione piacevole e bilanciata, nonostante la complessità dello strumento.
Il formato audio in riproduzione incide molto sulla qualità complessiva: l’album, ascoltato su queste casse, mette comunque in evidenza la capacità delle Edifier di riprodurre il suono in modo trasparente e senza aggiungere troppo colore, un pregio per chi cerca un monitoraggio onesto.
Lionheart, kate Bush
Con Lionheart, un album che esplora ancora più ampiamente le basse frequenze, i limiti delle MR4 diventano più evidenti, in particolare per quanto riguarda le frequenze più basse che i monitor non riescono a gestire appieno. Tuttavia, come test per monitor economici, Lionheart e l’artista stessa si dimostrano una scelta azzeccata: le MR4 riescono a regalare un ascolto piacevole, pur nei limiti di una fascia di prezzo accessibile, dimostrando una certa fedeltà e onestà nella riproduzione sonora.
David Gilmour – Luck and Strange

Le Edifier MR4 si comportano in modo interessante con Luck and Strange di David Gilmour, grazie a una produzione sonora moderna che riesce a valorizzare meglio le capacità dei monitor. Pur non offrendo una rivoluzione rispetto agli album più datati presi come test, l’esperienza di ascolto risulta migliorata grazie alla cura nella post-produzione delle tracce, pensata per una riproduzione più versatile e compatibile su vari dispositivi (presumo).
I limiti delle MR4 emergono comunque nel comparto dei bassi, che in alcuni momenti suonano rigidi e più simili a colpi secchi che a vibrazioni profonde e avvolgenti, evidenziando così le frequenze che questi monitor faticano a riprodurre. Questo fenomeno è percepibile indipendentemente dalla distanza di ascolto, sottolineando l’assenza di una resa completa sulle basse frequenze.
Le voci, punto di forza delle Edifier, rimangono invece calde e avvolgenti, valorizzando il timbro morbido e coinvolgente di Gilmour. Anche la chitarra elettrica, con il suo caratteristico suono denso e pieno, si distingue piacevolmente, lasciando trasparire il tocco unico dell’artista inglese, tipico delle sue produzioni più recenti (fatte in studio). Tuttavia, a lungo andare, l’ascolto può risultare affaticante, poiché il basso “artificiale” tende a suonare come un rimbombo o un tonfo, rendendo necessaria una correzione che sicuramente non può essere fatta con i controlli del tono posti sul retro. Sollevare i monitor su supporti antivibrazione può aiutare a ridurre questo effetto.
Bene ma non benissimo
Un elemento che giova molto a questo album è l’aggiunta di un subwoofer: anche un modello compatto, se ben posizionato, può completare la gamma di frequenze e restituire maggiore profondità a tutto l’ascolto. Alcune scene con basso e chitarra acustica risultano leggermente caotiche e meno definite su queste casse, ma alzando il volume si può ottenere un miglioramento: con più potenza, il tweeter riceve una maggiore definizione e il basso si mantiene più stabile, offrendo un ascolto più equilibrato.
Dire Straits – On Every Street
On Every Street dei Dire Straits è un album discusso, da sempre. A me è sempre piaciuto, lo trovo estremamente raffinato ed elegante, piacevole da ascoltare sul giusto impianto o in cuffia. Qui, le Edifier offrono una resa vocale calda e avvolgente che mantiene l’autenticità del timbro senza alterazioni. La gamma bassa risulta soddisfacente fino a un certo punto, ma, oltre determinate frequenze, i monitor mostrano delle difficoltà e tendono a confondere l’ascoltatore.
La riproduzione risulta, in generale, centrata e credibile, sebbene alcuni dettagli tendano a perdersi nelle sezioni più complesse. Al variare del volume, i pregi e i difetti rimangono più o meno costanti, suggerendo che le limitazioni dei bassi non dipendono tanto dall’intensità quanto dalle capacità fisiche delle casse.
Le chitarre, sia elettriche che acustiche, sono particolarmente apprezzabili su queste casse: il suono è pieno, piacevole e riesce a trasmettere le sfumature tipiche del tocco di Mark Knopfler, rendendo l’ascolto sorprendentemente immersivo, tanto da non far percepire il limite di un sistema monitor di fascia economica. Pur non potendo promuovere pienamente le MR4 come scelta ideale per questo album, le casse si guadagnano comunque una sufficienza quasi piena, risultando una soluzione rispettabile per chi cerca un monitoraggio onesto a un prezzo accessibile.






